Il «Bakeneko» spesso rappresentato come un gatto-cane ibrido, il cui nome significa letteralmente «gatto mostro» anche se il suo aspetto varia a seconda delle leggende.


Articolo di Isabella Dalla Vecchia – info@misteribestiali.it

bakeneko

Nonostante i gatti in Giappone sostanzialmente portano fortuna, a volte venivano considerati a immagine degli spiriti del male anche se in modo ben diverso dalle folli associazioni del Medioevo occidentale. Più che contrastarli, infatti, di loro si nutriva grande timore e rispetto: famoso per esempio, è il gatto con due code dal nome di «Nekomata» simile allo spirito malvagio della volpe con molte code dal nome di «Kitsune».
Ma quello più celebre è il «Bakeneko» spesso rappresentato come un gatto-cane ibrido, il cui nome significa letteralmente «gatto mostro» anche se il suo aspetto varia a seconda delle leggende. Si credeva che il Bakeneko fosse in grado di trasformarsi in un essere umano, prendere il controllo della mente delle persone, volare e utilizzare poteri magici. Era considerato un animale malvagio e pericoloso, in grado di provocare danni e omicidi a volte per fini «nobili». Il Bakeneko, infatti, pare agisse per vendetta verso coloro che lo avrebbero maltrattato o ucciso, attirando il colpevole in trappola dopo essersi trasformato in un essere umano. Secondo tradizione infatti, avrebbe vendicato animali innocenti uccisi dalla crudeltà dell’uomo. Per questo motivo, nonostante la reputazione di creatura malvagia e pericolosa, in alcune parti del Giappone, il Bakeneko viene considerato un animale sacro e, per questo, è spesso raffigurato nella cultura popolare. Ecco perché è possibile trovare il Bakeneko in molti film, anime, manga e videogiochi, fatto non inusuale data l’enorme quantità di figure mitologiche presenti nella pop cultura giapponese.