LIBIA E TURCHIA / In Libia e in Turchia, purtroppo un tempo i cani venivano addestrati alla guerra, attività non del tutto scomparsa anche ai giorni nostri.

la carica dei 200


Articolo di Isabella Dalla Vecchia – info@misteribestiali.it

In Libia e in Turchia, purtroppo un tempo i cani venivano addestrati alla guerra, attività non del tutto scomparsa anche ai giorni nostri. Sappiamo di quest’usanza grazie al Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) in cui si racconta, con alcune frasi esaustive, ciò che accadeva negli eserciti:

«Proper bella Colophinii itemque Castabalenses cohortes canum habuere» («Gli abitanti di Colofone ed anche i Castabalesi ebbero schiere di cani per la guerra») e poi ancora «Hae primae dimicabant in acie numquam detrectantes; haec erant fidissima auxilia nec stipendiorum indiga» («Esse combattevano per prime nella schiera non rifiutandosi mai; queste erano aiuti sicurissimi e non bisognosi di stipendi»).

Nel testo resta interessante un episodio incredibile, che rimase nella memoria del continente africano, il giorno in cui duecento cani scesero in campo durante una battaglia, in aiuto del re dei Garamanti (ex Fezzan e odierna Libia, sovrano di una popolazione di lingua berbera che abitava nel Sahara), che si trovava in difficoltà, salvandolo in extremis dai suoi nemici.

Ecco come viene descritto l’evento: «Garamantum regem canes CC ab exilio reduxere proeliati contra resistentes» («Che 200 cani combattenti contro i ribelli riportarono dall’esilio il re dei Garamanti»).