GRECIA /Conosciamo tutti Cerbero, il terribile cane a guardia dell’Ade, il regno dei morti dell’Antica Grecia. Terribile a vedersi, figlio del mostro Tifone e della ninfa Equidna, aveva tre teste necessarie per poter mantenere la massima attenzione di guardia (quando una testa dormiva, l’altra vegliava) affinché nessuna anima potesse fuggire dall’oltretomba.
Cerbero, il cane da guardia dell’oltretomba

Articolo di Isabella Dalla Vecchia – info@misteribestiali.it
Conosciamo tutti Cerbero, il terribile cane a guardia dell’Ade, il regno dei morti dell’Antica Grecia. Terribile a vedersi, figlio del mostro Tifone e della ninfa Equidna, aveva tre teste necessarie per poter mantenere la massima attenzione di guardia (quando una testa dormiva, l’altra vegliava) affinché nessuna anima potesse fuggire dall’oltretomba. Non solo: neppure i vivi potevano attraversare quella soglia prima di essere… morti.
Che Cerbero non esista veramente solo un defunto lo può confermare, fatto pressoché impossibile dato che nessuno, a oggi, sembra aver fatto ritorno dal regno dei morti. Solo Orfeo riuscì a entrarvi per cercare la sua amata Euridice uccisa da un serpente, placando il cane con la sua soave musica. Il secondo personaggio che lo avrebbe ammansito fu il famoso eroe Ercole, che si recò nell’Ade come parte della sua impresa per catturarlo. L’eroe riuscì a incatenarlo e a condurlo in superficie, per dimostrare al mondo e agli dèi la sua forza sovrumana.
Cerbero è stato rappresentato in molte opere d’arte greche antiche, su vasi di ceramica attica rossa e nera e in opere di scultura. È stato anche citato in diversi testi antichi, tra cui l’Odissea di Omero e le opere di Virgilio. Una curiosità: un cane a tre teste compare nello stemma comunale di Triora (IM), la città delle streghe!