CINA / Una celebre leggenda cinese racconta che quando il Buddha raggiunse l’illuminazione, tutti gli animali si riunirono attorno a lui per godere della sua splendida luce. Tutti tranne uno: il gatto, che aveva altro da fare ed era andato a caccia.

Gatti e il torto al Buddha


Articolo di Isabella Dalla Vecchia – info@misteribestiali.it

 

Una celebre leggenda cinese racconta che quando il Buddha raggiunse l’illuminazione, tutti gli animali si riunirono attorno a lui per godere della sua splendida luce. Tutti tranne uno: il gatto, che aveva altro da fare ed era andato a caccia.

Iniziarono allora le malelingue degli animali che accusarono il felino che, non presentandosi, aveva fatto un torto al Buddha. Il sant’uomo, anziché assecondarli, si mise a difendere il gatto dicendo che aveva fatto la scelta migliore, quella di seguire la sua natura.

Infatti il micio sorprese tutti mostrandosi nei momenti migliori, tutte le volte che il Buddha insegnava la sua dottrina. Aveva anzi un posto privilegiato, perché si posizionava sulle sue ginocchia!

L’uomo non poteva esimersi dal benedirlo e, di contro, il felino dimostrò di ascoltare e apprendere con attenzione tutto ciò che veniva insegnato. Si credeva che avesse inoltre la dote di percepire l’energia spirituale, aiutando i monaci a mantenere un ambiente sereno e armonioso.

Ancora oggi si crede che le specie feline possiedano un grande potere meditativo.