LIGURIA / Triora – il 24 giugno 2023 in piazza Castello è stata inaugurata una statua di un grande gatto in bronzo, alto quasi tre metri,  chiamata Grand Pardon, cioè «grande perdono» ai gatti e agli animali perseguitati dalla superstizione umana

Il gatto del paese delle streghe


Articolo di Isabella Dalla Vecchia – info@misteribestiali.it

 

Triora viene ancora oggi chiamata «città delle streghe» a causa di un processo avvenuto tra il 1587 e il 1589, nel quale alcune donne vennero condannate perché credute responsabili della pestilenza, della carestia e perfino della sparizione di alcuni bambini. Sembra un paradosso, eppure proprio le donne guaritrici che curavano dalle malattie, venivano spesso accusate di causarle. Qui a Triora furono catturate e processate trenta donne, tenute prigioniere a Ca’ de Baggiure (chiamata oggi Casa delle Streghe), tra di loro la più celebre fu Isotta Stella, morta in seguito alle terribili torture. In città c’è un importante luogo indicato da un cartello, su cui è scritto «Cabotina, nel secolo XVI credevasi luogo delle streghe». E dove ci sono le streghe, vivono anche i magici felini e qui a Triora, il 24 giugno 2023 in piazza Castello è stata inaugurata una statua di un grande gatto in bronzo, alto quasi tre metri, opera della scultrice Elena Rede che l’ha chiamata Grand Pardon, cioè «grande perdono» ai gatti e agli animali perseguitati dalla superstizione umana. Nel testo del progetto compare proprio l’idea che chi visiti la statua possa avvicinarsi, guardare il gatto dal basso e chiedere mentalmente scusa «per i peccati dell’umanità».