STATI UNITI / Huston – Fu l’imprenditore newyorkese George Plitt, ad avere l’idea geniale della lettiera per gatti affinché negli appartamenti di città si ricreasse la terra del giardino di campagna.
(c) articolo Isabella Dalla Vecchia – info@misteribestiali.it
Quando è nata la lettiera per gatti?
Le invenzioni migliori avvengono spesso per una sorta di illuminazione e pure la lettiera per gatti, accessorio «moderno», seppur così semplice e a noi tanto comune, non solo non veniva in mente a nessuno, ma era fatto scontato che i gatti uscissero di casa per dedicarsi ai propri bisogni, altrove. Questo presupponeva al fatto comune che chi soggiornava in un appartamento chiuso non potesse tenere un micio con sé. Almeno fino alla geniale trovata all’inizio degli anni trenta da parte dell’imprenditore newyorkese George Plitt, che si mise a vendere della cenere per chi possedeva un gatto che non poteva uscire di casa, affinché negli appartamenti di città si ricreasse la terra del giardino di campagna. La seconda azione geniale fu quella di dargli un nome, brandizzando la sua trovata e la chiamò Kleen Kitty. Purtroppo la cenere si rivelò un’arma a doppio taglio: toglieva gli odori ma sporcava molto di più rispetto agli escrementi dei mici e, quando l’avevano tra le zampe, riempivano di cenere tutti i pavimenti… Occorreva un aggiornamento: fu Edward Lowe del Minnesota nel 1947 ad avere l’idea di sostituirla con l’argilla assorbente, chiamandola Kitty Litter. Questa volta il successo fu assicurato ed ebbe talmente richiamo da dover creare un vero e proprio marchio, il Tidy Cat. Infine nel 1984 arrivò il biochimico Thomas Nelson di Houston che al contrario dei suoi amici scienziati, si mise a sperimentare lettere dei gatti. E ci riuscì, inventando la prima lettiera agglomerante.




