HALLOWEEN E GATTI NERI

Perchè i gatti neri sono correlati ad Halloween?

antiche tradizioni

in egitto veniva chiamato “myeu” in grecia “ailouros” ovvero colui che muove la coda. i romani invece preferivano identificarlo con ciò a cui “gli serviva” ovvero catturare i topi

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La notte di Halloween o “notte delle streghe” è il momento in cui gli esseri demoniaci danno libero sfogo alla propria natura, colorando la notte autunnale con le loro sinistre risate. A questa festa si associano spessi i gatti neri, animali per tradizione demoniaci perché compagni di questi esseri spaventosi. Ma sappiamo realmente perché sono associati al diavolo? Qual è l’origine di questa errata tradizione? Il gatto è un animale dal fascino unico per il quale nutriamo invidia nei confronti della sua perfetta agilità, della sua bellezza divina, della sua indipendenza assoluta, colui che per tali pregi nel passato è stato compagno di divinità più che di spiriti maligni. In Egitto era la dea Bastet, protettrice della fecondità e dell’aldilà, in Grecia era associato ad Artemide e alle donne che accompagnavano Dioniso e nella cultura nordica trainava il carro della Dea Freya, divinità della fertilità e della guerra. Persino ai cristiani questo felino stava inizialmente “simpatico” fino a che, al diffondersi della religione, si dovettero contrastare e distruggere gli antichi dèi pagani, trasformando in negativo i lati positivi degli antichi culti.

Nell’Antica Roma il gatto era il compagno della dea della Libertà e veniva spesso raffigurato ai suoi piedi (l’animale migliore per rappresentarla). Nel Cristianesimo il concetto di Libertà veniva associato al “libero arbitrio”, ovvero la possibilità per l’uomo di scegliere se seguire il bene o il male, l’unico momento della vita dell’uomo in cui Dio non ha possibilità di intervenire. Un concetto negativo per i cristiani che lo confrontavano facilmente all’episodio di Adamo ed Eva che avrebbero “scelto” di mangiare la mela e di seguire il male. Così il gatto che per i culti pagani dell’Impero Romano rappresentava la Libertà, venne facilmente demonizzato e si iniziò a rappresentarlo mentre accompagnava le streghe, donne paragonate alle ancelle delle antiche religioni pagane. Il colore nero e gli occhi luminosi accentuavano tali false credenze popolari e i poveri felini vennero col tempo facilmente perseguitati.

Nel Medioevo vennero così uccisi e bruciati migliaia di gatti, una punizione ingiusta solo perché il concetto di Libertà era proibito da coloro che obbligavano la gente a seguire precisi dogmi.

Eppure lui, com’è nella sua natura, è sempre stato libero dalle nostre leggi, moltiplicato e sopravvissuto nel tempo nonostante le persecuzioni, mai piegato di fronte alla cattiveria dell’uomo a riprova che ciò che rappresentava originariamente, ovvero la guerra e la fecondità, non era poi stata una scelta tanto casuale. 

Sembra che il gatto siamese sia il preferito a custodire i tesori

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